Architettura dei dischi NVMe


Architettura hardware di un disco NVMe: questo articolo è dedicato a coloro che desiderano comprendere la struttura interna e il funzionamento dei dischi NVMe.
Indice della pagina
Cos’è un disco NVMe?
NVMe (Non-Volatile Memory Express) è un’interfaccia di comunicazione sviluppata specificamente per gli SSD, che consente prestazioni nettamente superiori rispetto ai tradizionali dischi SATA. Grazie alla connessione diretta con il bus PCIe, gli NVMe riducono la latenza e migliorano la velocità di trasferimento dati.
Componenti principali di un SSD NVMe
1. Memorie NAND Flash
- Sono il cuore del disco NVMe e memorizzano i dati in modo non volatile.
- Possono essere di tipo:
- SLC (Single Level Cell): Maggiore durata e velocità, ma molto costosa.
- MLC (Multi Level Cell): Buon compromesso tra prestazioni e costo.
- TLC (Triple Level Cell): Maggiore capacità di archiviazione, ma più lenta e meno durevole.
- QLC (Quad Level Cell): Economica e con alta densità, ma con prestazioni e durata inferiori.
- Le NAND possono essere disposte in architettura 2D (planare) o 3D (verticale – V-NAND) per migliorare la densità di memorizzazione e le prestazioni.
2. Controller NVMe
- Gestisce la comunicazione tra il sistema e le memorie NAND.
- Responsabile della gestione degli errori, della sicurezza dei dati e della velocizzazione delle operazioni di lettura e scrittura.
- I controller avanzati utilizzano tecnologie come PCIe Gen4/Gen5, DRAM cache dedicata e algoritmi di ottimizzazione per il wear leveling.
3. DRAM Cache
- Serve per migliorare la velocità di accesso ai dati temporanei.
- Alcuni SSD economici ne sono privi, utilizzando invece una porzione della RAM di sistema (HMB – Host Memory Buffer), che però riduce le prestazioni.
4. Interfaccia PCIe
- Gli SSD NVMe utilizzano il protocollo PCIe per collegarsi direttamente alla scheda madre.
- Versioni disponibili:
- PCIe 3.0: Fino a 3500 MB/s di velocità.
- PCIe 4.0: Fino a 7000 MB/s.
- PCIe 5.0: Oltre 14.000 MB/s (utilizzato nei sistemi di nuova generazione).
- Può avere formato M.2 (più comune) o U.2/U.3 e add-in card per utilizzi server e workstation.

5. Chip di gestione dell’alimentazione
- Regola l’erogazione dell’energia per ottimizzare le prestazioni e ridurre i consumi.
- Alcuni SSD supportano modalità di risparmio energetico, particolarmente utili nei laptop per prolungare la durata della batteria.
6. Firmware
- Controlla le operazioni interne dell’SSD e gestisce funzioni critiche come:
- Wear Leveling: Distribuisce uniformemente le scritture sulle celle NAND per aumentarne la durata.
- Garbage Collection: Rimuove i dati non più necessari per ottimizzare lo spazio disponibile.
- TRIM: Migliora le prestazioni cancellando in anticipo i blocchi di memoria inutilizzati.
- ECC (Error Correction Code): Corregge gli errori per garantire l’integrità dei dati.
Funzionamento di un SSD NVMe
L’NVMe sfrutta il parallelismo delle NAND Flash e il protocollo PCIe per garantire un accesso ai dati estremamente rapido. Rispetto ai dischi SATA, l’architettura NVMe consente di gestire più code di I/O simultanee (fino a 64K queue depth), riducendo la latenza e migliorando significativamente le prestazioni nelle applicazioni più esigenti, come gaming, editing video e data center.
Vantaggi degli SSD NVMe rispetto ai SATA
- Maggiore velocità di lettura e scrittura: fino a 7000 MB/s con PCIe 4.0 e oltre 14.000 MB/s con PCIe 5.0.
- Minore latenza: grazie alla comunicazione diretta con il processore.
- Maggiore efficienza energetica rispetto ai dischi meccanici e alcuni SSD SATA.
- Maggiore durata operativa grazie a tecnologie avanzate di gestione dell’usura e correzione errori.
Conclusione
Gli SSD NVMe rappresentano l’evoluzione dell’archiviazione, offrendo velocità e affidabilità superiori rispetto ai vecchi standard. Comprendere la loro architettura hardware aiuta a scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze e a ottimizzare le prestazioni del proprio sistema. Grazie alle continue innovazioni, gli SSD NVMe sono destinati a sostituire progressivamente i supporti di archiviazione più lenti, offrendo vantaggi significativi in ogni ambito dell’informatica.
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